Carabus granulatus interstitialis
Avvistamento dell’11 maggio 2013

Comunicato Stampa n. 27/2013 dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 
“Insetto Relitto Mesofilo Postglaciale nel Parco
Ancora una volta il Parco in prima pagina in tema di conservazione della natura.
Pescasseroli, 18 Mag 13 - Nei giorni scorsi, la fotografa-naturalistica Signora Angelina Iannarelli, appassionata frequentatrice del Parco e Collaboratice volontaria, ha fotografato un bell’esemplare di Carabide, un insetto non ancora segnalato nel Parco: il Carabus (Carabus) granulatus interstitialis.
I Coleotteri Carabidi son un gruppo di insetti di rilevante significato e vengono designati come “Indicatori ambientali”.
Questa sottospecie dell’Italia centrale è considerato un elemento igrofilo e paludicolo, ancora relativamente frequente, anche se in rapido declino per la distruzione degli habitat.
Come afferma il professor Augusto Vigna Taglianti, docente della Università La Sapienza di Roma, studioso della fauna del Parco e storico Consigliere dell’Ente, “la presenza della specie è importante, perché rappresenta una delle stazioni più meridionali della forma tipica, elemento asiatico-europeo, relitto mesofilo postglaciale, indicatore di comunità forestali umide in buone condizioni di conservazione”.”Branchipus sp. 
Avvistamento del  14 luglio 2013 
Primo avvistamento nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

I  Branchipus sono  piccoli crostacei della famiglia Branchipodidae che popolano gli stagni stagionali, avendo sviluppato forme di adattamento a condizioni ambientali estreme. 
Le uova (cisti) di questi crostacei, infatti, possono rimanere in fase quiescente e resistere in mancanza di acqua e/o al congelamento invernale, anche per lunghi periodi di tempo, per riprendere lo sviluppo solo quando le condizioni ambientali tornano ad essere favorevoli.
Hanno la peculiare caratteristica di nuotare con la superficie ventrale del corpo rivolta verso l'alto, sono organismi planctonici e si spostano grazie ai battiti metacronali delle appendici toraciche. La loro posizione di nuoto sembra derivare da un fototropismo positivo.
Carabus cavernosus variolatus (Costa,1839) - Carabidae
Avvistamento del 23 giugno 2015   
Questo carabide, endemico dell’Italia centrale, era stato dato per estinto fino a qualche decennio passato. In realtà, pur essendo molto scarso, ancora sopravvive nei prati d’alta quota di pochi massicci montuosi, in particolare sul Gran Sasso. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è presente in un’unica area. 

Salamandrina perspicillata

Avvistamento del 15 maggio 2014

E’ endemica dell’Italia e vive a nord del fiume Volturno. E’ considerata specie di elevato interesse conservazionistico e biogeografico ed è tutelata sia da norme europee che dalla legge italiana. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è rarissima. 
Arvicola delle nevi  - Chionomys nivalis  (Martins, 1842)
Avvistamento del 26 luglio 2012.

Da tempo avevo letto di questa rara arvicola, augurandomi un giorno di incontrarla, ma mai avrei pensato di riuscire a fotografarla. Come accade spesso si è trattato solo di  fortuna perché ero casualmente seduta di fronte alla sua tana. Una volta individuata e immediatamente riconosciuta, mi sono appostata e ho atteso una successiva uscita. Dopo vari tentativi infruttuosi ho capito che l’unico momento in cui era possibile lo scatto era appena metteva fuori la testa dalla tana, perché poi schizzava fuori con una tale velocità che diventava difficilissimo riuscire a metterla a fuoco.Maculinea rebeli (Phengaris rebeli)
Avvistamento dell’8 luglio 2012, località Tre Confini – Settefrati (FR).
  
Estremamente localizzata in aree molto ristrette e distanti tra di loro. Non risultano altre segnalazioni nel territorio del PNALM.
La Maculinea rebeli è nella lista delle specie in pericolo d’estinzione, a causa della complessità del suo ciclo biologico. Infatti completa il proprio ciclo di sviluppo all’interno dei formicai, ingannandone gli occupanti grazie alle sue straordinarie doti di parassita sociale. I bruchi infatti possono svilupparsi solo su alcune piante di genziana e hanno bisogno delle formiche rosse della specie Myrmica shencki per completare la loro crescita. Il  bruco si lascia cadere dalla pianta nutrice e resta a terra immobile, iniziando a produrre sostanze chimiche simili a quelle emesse dalle larve di formica. Una formica operaia di passaggio viene attratta da tali sostanze e raccoglie il bruco per portarlo nel nido. Quest’ultimo, una volta nel formicaio, inizia a produrre suoni simili a quelli della larva di formica regina (mimetismo acustico), e di conseguenza viene trattato come tale dalle operaie. Grazie a questo inganno sonoro, il bruco di Maculinea rebeli viene accudito, nutrito e protetto, e gode di tutti i privilegi di una vera larva di regina: in caso di pericolo viene tratto in salvo per primo, e se c’è scarsità di cibo mangia prima delle altre larve. In mancanza di alimenti le operaie arrivano addirittura ad uccidere le loro larve per dargliele in pasto!Hirudo medicinalis 
Avvistamento di giugno 2013 nel versante abruzzese del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

L’hirudo medicinalis è la sanguisuga per antonomasia. In natura è considerata quasi estinta e lo è in molti Paesi europei. In Italia è rara.  Una volta veniva usata in medicina. La bocca è circolare e provvista di dentelli calcarei. La sua saliva produce un potente anticoagulante per  succhiare il sangue, e un anestetico per impedire alla vittima di provare dolore, permettendole così di nutrirsi indisturbata. Una volta nutrite, le sanguisughe possono rimanere per mesi senza prendere cibo.
Tramite il suo morso è in grado di rilasciare un intero arsenale di sostanze con effetto anticoagulante, vasodilatatore, anestetico ed antibiotico, il cui effetto combinato la chimica moderna non è ancora riuscita a riprodurre.Melitaea diamina (Lang,1789)
Avvistamento del 16 giugno 2015   
Rara farfalla tipica degli ambienti umidi e freschi. In Italia vive in pochi territori ristretti e localizzati. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è stata rinvenuta in sole due località.

Mantispa  Styriaca
Avvistamento del  24 agosto 2012

Comunicato Stampa n. 77/2012 dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
“LA MANTISPA DEL PARCO
L’elusivo Neurottero è stato segnalato all’interno del territorio protetto
Pescasseroli, 30 Ott 12 – Avvistata e fotografata. La Mantispa Styriaca è una specie di insetto appartenente ai Neurotteri, non particolarmente rara ma non è semplice avvistarla. Fino ad oggi, non era mai stata segnalata all’interno dei confini del Parco ma solo nei suoi dintorni, Eccola invece, in tutto il suo splendore in queste bellissime fotografie scattate da Angela Iannarelli nella zona nord est del Parco. 
«La specie segnalata appartiene a una famiglia con una biologia piuttosto peculiare - spiega il Prof. Agostino Letardi  ricercatore dell’Enea  “avendo l'aspetto e le strategie di caccia per l'alimentazione, simile a quello delle piu' comuni mantidi anche se le sue dimensioni sono notevolmente minori della mantide religiosa».”Limenitis camilla
Avvistamento del 19 luglio 2009  in località Tre Confini - Settefrati (FR)

In Italia è presente sull’arco alpino e al centro fino al Lazio meridionale. E’ ovunque rara e localizzata. Presenta una sola generazione  in giugno-luglio. La pianta alimentare è il caprifoglio. Vola a mezza altezza intorno alla sommità dei cespugli, alternando rapidi  battiti d’ala a planate ad ali tese. L’andatura è lenta se in cerca di nutrimento,  più spesso è rapida e saettante.Gammarus lacustris. 
Avvistamento di agosto  2013 nel versante abruzzese del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

E’ un crostaceo raro della famiglia Gammaridae.
Abita i laghi di alta quota e sembra  preferire le acque stagnanti con buona quantità di sedimento organico. Tollera bene le temperature basse, ma per quelle superiori ai 20°C risulta suscettibile.
Distribuzione puntiforme, ma abbastanza estesa nelle Alpi, dalle Carniche alle Orobie. Al contrario manca da tutto il settore alpino occidentale.
Per quanto riguarda l'Appennino questa specie è stata rinvenuta da quello Ligure fino a quello Abruzzese, sempre con distribuzione discontinua. Nel PNALM è presente in due località. Limax sp. Ianninii – gruppo Monti della Meta
Avvistamento del  9 settembre 2007 
Primo avvistamento nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

Si ipotizza possa trattarsi di una nuova specie in quanto si differenzia molto dal Limax ianninii tipo dei Monti Reatini.  Sono in corso studi in Austria da parte degli studiosi   Gerhard Falkner  e  Clemens M Brandstetter.  
Il limax è un genere di mulluschi gasteropodi terrestri che si distinguono per l’assenza di conchiglia. Durante il giorno sono interrati o nascosti sotto le pietre al riparo dai raggi del sole,  escono solo di notte o con la pioggia.
Questa specie di limax nero con suola bianca è tipico delle alte quote. Dalle prime indagini  sul DNA è emersa una grande differenza genetica tra le varie popolazioni, per cui si ipotizza che nel corso delle glaciazioni  ogni popolazione sia  rimasta isolata nel proprio sito senza scambi genetici con le altre.
Orchis spitzelii
Avvistamento del  14 giugno 2013,  versante abruzzese del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 
 
L’orchis spitzelii è un’orchidea molto rara. In Italia sono note stazioni ben localizzate in Trentino-A. Adige, Appennino Centrale e Basilicata. Il suo habitat è costituito da ambienti montani calcarei (praterie, cespuglieti), da 750 a 2000 m di altitudine. Fiorisce tra maggio e luglio. In Italia la specie è in regresso, le sue poche stazioni necessitano di urgente protezione.Bulbocodium versicolor (colchicum bulbocodium) 
Avvistamento del 28 marzo 2010  -  Opi (AQ)  1600 m s.l.m.
 
In Italia è specie assai rara. E’ presente solo in Val d'Aosta, Umbria (Valnerina e zone limitrofe) ed Abruzzo (Indicato per il territorio di Villavallelonga da L. Grande nel 1904 e da questi inizialmente determinato come B. alpinum, solo recentemente segnalata per il Gran Sasso e Campo Felice). Habitat: prati aridi montani, dai 600 fino ai 1900 m. E’ un ritrovamento di notevole importanza.Epipactis palustris – Elleborina palustre

Avvistamento del 03 agosto 2014

E’ un’orchidea che vive negli ambienti umidi. Fiorisce tra giugno e agosto. 
E’ presente su tutto il territorio nazionale in modo sporadico. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è molto rara.
Bombina pachypus – Ululone appenninico
Avvistamento del 24 luglio 2014 
  
E’ un anfibio anuro endemico dell’Italia. Vive lungo la dorsale appenninica fino in Calabria. E’ ovunque raro, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise  è rarissimo e non veniva avvistato da molti anni.
Non supera i 6 cm. Il ventre è giallo macchiettato di nero. 
Gentiana dinarica dal fiore bianco
Avvistamento del  06 giugno 2010 a Opi (AQ), 1800 m s.l.m.
Gentiana dinarica Beck - Genziana appeninica

Pianta erbacea perenne, non più alta di 8 cm. Fusto legnosetto e ramoso. Fiorisce tra giugno e luglio. In Italia è presente sui rilievi del centro dalle Marche fino al Molise. L’habitat è costituito da pascoli aridi e rupestri, dai 1.100 fino ai 2.200 m. I fiori sono grandi e di un vistoso colore azzurro. La specie è abbondante sui monti del Parco, ma la colorazione bianca è molto rara. Thecla betulae 
Avvistamento del  29 settembre 2013 – Barrea (AQ)
Primo avvistamento nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

Nel testo “Le farfalle diurne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise” di C. D’Alessandro, G. Sala e A. Zilli, edito dal PNALM,  viene indicata tra le specie probabili o da confermare. Risulta un solo avvistamento in una località vicina al Parco. E’ una specie considerata rara e localizzata, ma in realtà è soprattutto di difficile osservazione  in quanto frequenta le chiome degli alberi, soprattutto querce. Nella foto la farfalla è ritratta nel momento della deposizione sulla pianta nutrice, il prugnolo selvatico (prunus spinosa).